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Schreiber Gioielli

 

Nel cuore del quadrilatero della moda milanese, al 22 di via Borgospesso, ha aperto il nuovo spazio di Schreiber Gioielli che ha lasciato così, dopo oltre sessant’anni, lo storico indirizzo in Galleria Manzoni. In occasione dell’inaugurazione, il 27 ottobre 2011, vengono presentati al pubblico i modelli più esclusivi, con una esposizione all’interno della boutique e nel giardino del cortile seicentesco del palazzo di via Borgospesso, dove l’esprit di Schreiber Gioielli non è mutato: offrire il meglio della tradizione artigiana di alta oreficeria, una tradizione che si tramanda di generazione in generazione, da Franco Schreiber che aprì il primo negozio a Milano, al figlio Federico che per trent’anni ha disegnato gioielli in Galleria Manzoni, al nipote Giacomo, forte della sua expertise nelle pietre preziose.

 

I GIOIELLI - Spesso il nome Schreiber Gioielli viene associato a una margherita perché sono state proprio le margherite a ispirare creazioni di successo, dagli anni Settanta a oggi. Un fiore delicato che è simbolo di semplicità, innocenza, spontaneità, bontà, freschezza e purezza e anche amore fedele e che si ritrova stilizzato in anelli, ciondoli, spille, collane e bracciali. Una margherita che Schreiber ha vestito non solo di diamanti, zaffiri e pietre preziose ma che ha declinato con la tecnica dello smalto in trasparenza, tecnica che connota i suoi gioielli più originali. Creazioni di luce che, nel tempo, sono nate dalla mano felice di Franco Schreiber ispirandosi ai giochi di cromie delle vetrate del Duomo di Milano o gioielli-pezzi unici disegnati con rigore e passione da Federico Schreiber, come documentano i tanti disegni a matita e colorati a mano raccolti nell’archivio di famiglia. E stimolante è scorrere proprio quei fogli, osservare i diversi modelli accuratamente delineati per ricostruire una linea del tempo che va dal 1947 a oggi e registrare i mutamenti del gusto, l’evoluzione dello stile che ha segnato lo scorrere delle stagioni.

 

L'INDIRIZZO - Milano, Via Borgospesso 22: uno spazio di estrema linearità, su progetto dell’architetto Roberto Giussani dello studio milanese Giussaniarch con Davide Pizzigoni. Due luci su strada e un cortile inaspettato, come spesso accade nel centro storico cittadino, punteggiato di piante verdi e fiorite, sul retro. Una grande boite à bijoux, con pareti rivestite di feltro in una tonalità neutra, dove campeggia una  cassaforte originale degli anni quaranta, presenza importante e di grande fascino che ha seguito la famiglia di orafi nella nuova collocazione. Perché da Schreiber i gioielli non fanno mostra di sé su tante vetrine, ma sono custoditi nei cassetti e cassettini della cassaforte per poi essere mostrati e rivelati personalmente dal gioielliere a clienti ed estimatori volta per volta, proprio come farebbe un collezionista con i pezzi della sua raccolta.